“Oye como va, mi ritmo. Bueno pa gozar, mulata.
Oye como va, mi ritmo. Bueno pa gozar, mulata…”
Eh già canto…lo faccio spesso in questi ultimi giorni, si vede proprio che sono di buon umore.
Non lo so perché, ma da quando sono tornato dalle due settimane trascorse in Puglia mi viene facile sorridere e prenderla con serenità la giornata che arriva.
Ah già, voi non lo sapete che sono stato due settimane fuori. Si, è capitato per caso. Praticamente un amico mi ha chiamato un giorno e mi chiesto se volevo andare con lui a lavorare per due settimane in un villaggio in Puglia come assistente di una società di eventi con il compito di supportare la direzione del villaggio in quelle che erano le attività che avrebbero svolte gli ospiti del gruppo CRAL TELECOM. Lo so, detto così non è che si capisca molto, infatti pure io quando sono partito,mica lo avevo capito cosa stavo andando a fare?! Beh s’è capito che all’invito dell’amico risposi si seduta stante?! Voglio dire: mi offrono la possibilità di un’esperienza nuova, in un villaggio vacanze, tutto spesato, pagato discretamente… mica sono scemo che rifiuto?
Ecco insomma, sono partito e sono stato lì due settimane. Nei primi giorni ero un po sulle mie, preoccupato sul fatto che il lavoro lo stessi facendo bene, con formalità, serio, poche sigarette fumate di nascosto dai villeggianti… cortese e gentile, disponibile e pronto a risolvere eventuali problemi riscontrati dagli ospiti.
Poi come sempre mi sono sciolto, mi sono ambientato, mi sono guardato intorno e mi sono reso conto che “CAZZO…sono in vacanza…”. In vacanza ma dalla parte opposta. Non da turista, ma da assistente al turista. Avevo il compito di fare stare bene gli ospiti del villaggio. Qualcuno degli amici di casa mi chiedeva: “Stè scusa ma stai a fare l’animatore?”.
Bah…in un certo senso si, e forse lo sto facendo pure meglio degli animatori che c’erano. Oddio, mo detto così sembra che io sia presuntuoso oltre misura, e magari si ha pure ragione nel pensarlo.
No, il gruppo di animatori (SAMARCANDA) sono bravi, davvero, molto carini e disponibili tutti, forse un po troppo convinti di essere e quindi poco propensi nello “stare”. Spiego pure questa:
l’ospite se sei bravo, riesci a fartelo amico, anzi ti diventa amico, solo che per riuscirci devi vivertelo, durante tutta la giornata, ti deve divertire la sua conoscenza, ti deve piacere relazionarti con esso, ti deve piacere la sua presenza. Ecco forse ai ragazzi dell’animazione, o meglio, a qualcuno di essa non riusciva proprio sempre….a me invece si.
Ho sempre saputo che mi piace stare in mezzo alla gente, ed oggi ne ho la conferma. Sono stato, a dire il vero, facilitato pure dalla mia massiccia dose di vanità che mi porta a voler stare sempre in mezzo al centro dell’attenzione. Insomma, era divertente girare per il villaggio e vedere la gente cercare il mio sguardo per un sorriso, altri che mi salutavano con il mio nome (nonostante avessi il badge con il nome attaccato al costume, quindi poco visibile da dietro), altri che erano pronti ad offrirti il caffè. Bello davvero.
Il brutto è stato partire. Lo ammetto, non me lo aspettavo. Mi ero affezionato a molti dei signori che stavano lì, in verità mi ero pure affezionato a qualche ragazza che stava lì…ma questo non lo diciamo in giro. Preferisco restare piuttosto che partire, è meglio. Partire mi fa provare quello strano effetto di dispiacere misto ad invidia. Tu vai via, loro stanno lì e continuano a divertirsi a stare a vivere a giocare a godere, tu non ci sei, ma gli altri si. Indubbiamente: molto meglio restare che andare via.
Insomma Sabato pomeriggio sono tornato, due giorni li ho passati a salutare la gente come facevo nel villaggio, con la differenza che qui da me mi pigliano per scemo: “cazzo avrà questo da salutare con tanta enfasi?”, mi immagino i commenti delle persone. Mica gli do torto.
Comunque sia di giorni ne sono passati altri, è quasi una settimana che sono tornato, ed è con notevole piacere che devo constatare di avere ancora su il buon umore di quei giorni, ed è una bella sensazione….si si.
Magari è da stupidi, visto che qualche problemino di lavoro da dover risolvere ce l’avrei pure, ma non mi sto dannando l’anima. Ne guadagna pure la mia capigliatura, che d’improvviso ha smesso di cambiare colore. Dicono che i problemi fanno venire i capelli bianchi, e da qualche mese si vede che le preoccupazioni devono essere state tante visto che sto diventando brizzolato come Gorge Clooney, che avrà pure il suo fascino, ma va là che preferisco il mio bel castano scuro.
Insomma quest’è. Sono di buon umore, e lo dimostra pure il fatto che sto qua a scrivere un post che sono mesi che non scrivo un post mio.
Ora un paio di precisazioni: i due post precedenti a questo non nascondo tra le righe un bel niente.
Mi spiego meglio (quante volte mi sono spiegato meglio in questo post???…ehehehh): quando faccio riferimento ad una vecchia canzone di Julio Iglesias non è perché voglia lamentarmi di chissà cosa o di chissà chi…ehehehhe…molto semplicemente mi era venuto in mente la suoneria del cellulare della ragazza che si occupava delle escursioni, che sedeva vicino a noi del gruppo vacanze.
Ogni volta che le suonava il cellulare, noi cantavamo la strofa che ho riportato nel post. Tutto qua.
Quindi Giaciì, nessuna interpretazione particolare…quindi Paolè non mi ha lasciata nessuna…ehehehh.
Il secondo post è semplicemente un copia/incolla, uno dei tanti soliti copia/incolla dell’ultimo periodo. Avevo trovato questa poesia, mi era piaciuta e l’ho messa nel blog…tutto qua.
Ecco, spero di essere stato esaustivo. Spero così di aver convinto pure Raggio, che si spiegava il mio buon umore con un innamoramento/cotta per una ragazza…ehehehehheeh…magariiiii….! Di ragazze ne ho conosciute in Puglia, ma di innamoramento/cotta…niente, è che penso sempre a TE!
“tu sei sempre mia, anche quando vado via, tu sei l’unica donna per meeeeee…” eheheheheh…
Non ho nessuna intenzione di rileggermi questo scritto.
Lo pubblico così com’è, pieno di orrori di ortografia e grammaticali, magari prenderò 5 al compito, ma sono sicuro che avrà un valore emotivo superiore, risultato del mio stare bene bene bene…!
Notte a tutti/e….
“Oye como va, mi ritmo. Bueno pa gozar, mulata.
Oye como va, mi ritmo. Bueno pa gozar, mulata…”
Nascondersi dietro una maschera, perchè?
Se scopri le tue carte che male c’è?
Se hai coraggio e sei onesto
non tradire te stesso.
Oggi più che mai conta l’immagine:
“dinamici, in piena forma, senza ruggine,
la pelle abbronzata, il trucco perfetto,
nascosto bene ogni difetto”.
Ma è proprio quello che fa la differenza,
la diversità stimola la conoscenza;
un naso importante, un dente un po’ sporgente,
ti fa unico in mezzo a tanta gente,
mentre invece la belezza omologata,
non emoziona, lascia indifferente.
La vera bellezza è quella interiore,
la leggi negli occhi e ti riscalda il cuore.
Se per emergere e raggiungere un traguardo,
devi chinare il capo e abbassare lo sguardo,
prima o poi si paga il conto,
la vita non fa nessuno sconto!
Essere ciò che si è davvero,
non assicura un futuro tranquillo e sereno,
quel che è certo però, e questo conta di più,
non sei una maschera, sei veramente tu!
"La valigia sul letto prima di un lungo viaggio...."
colonna sonora di queste ultime due settimane: Se mi lasci non vale
nonostante le tante marachelle.
Nella veste di supersondaggista
ha preannunciato: per il Pdl
del quaranta per cento la conquista,
portato, nei momenti d’euforia,
oltre la soglia del quarantatre
e, forse con un po’ di egolatria,
di preferenze un record pur per sé.
Il voto è andato assai diversamente:
al trentacinque è giunto il suo partito
e per le preferenze record niente,
rispetto agli anni verdi è regredito.
Un’altra percentuale fa stupire:
tre quarti d’italiani son suoi fan,
come sempre vantò d’Italia il Sire,
ma le schede col nome del caiman
sono il nove percento, a malapena
un quarto dei votanti Pdl,
gli altri sono spariti dalla scena.
In Friuli, regione non imbelle,
al Cavaliere è andata ancora peggio:
la Serracchiani, giovane Pd,
di lui prese più voti nel conteggio.
Ma dunque sui sondaggi anche mentì?
E’ il nostro beneamato presidente
specialista in menzogne d’ogni fatta:
proponi un argomento e prontamente,
ti somministra la menzogna adatta.
Ha mentito in un anno di governo
più di quanto han mentito tutti insieme
i bugiardi rinchiusi nell’inferno.
Delle bugie si è procurato il seme
e non ce le farà mai più mancare.
E’ la monnezza a Napoli sparita
soltanto perché, manu militare,
presidia qualche buca mal riempita.
Ha mentito sull’angelica Noemi
e sull’incontro con il suo papà.
Della crisi ha mentito sui problemi,
sull’Alitalia ha detto falsità.
Mentì sulle veline candidate,
su Mills e sul trasloco del G8,
sulle pulzelle aviotrasportate
e sulla sicurezza, vuoto motto,
poiché non è cambiato proprio nulla:
si stupra ancora a Roma ed a Milano,
mentre al suo ministero si trastulla
con leggi inapplicabili un padano.
Perfino la partenza di Kakà
è stata confessata dopo il voto
poiché prima la dura verità
nei seggi avrebbe fatto un terremoto.
Che il Berlusca racconti tante balle
anche i suoi finalmente l’han capito
e cominciano a aprirsi alcune falle
nell’edificio…Salta il plebiscito,
salta ad un tratto l’incoronazione
e la salita verso il Quirinale,
alla qual si avviava il Capellone,
diventa una scalata verticale.
Si percepisce qualche scricchiolio,
qualche piccola crepa già compare,
l’unguento è ormai finito ed il buon Dio
non ha nulla con cui lo può spalmare.
Ma, come sempre, Silvio è fortunato:
la concorrenza dorme e se si desta
litiga come ha fatto nel passato.
Non è ancora il momento di far festa.
Carlo Cornaglia
- Quando muoio mi faccio cromare. (Eccellente!)
- Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)
- Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (...)
- Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell'obliquità! (la torre di Pisa?)
- Basta! Vi state coagulando contro di me! (trasfusione?)
- E' nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)
- Anche l'occhio va dalla sua parte... (Si chiama strabismo...)
- Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota...)
- Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!)
- Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano)
- Prima di operarmi mi fanno un' autopsia generale. (Auguri!)
- Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!)
- Vorrei un'aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo....)
- Vorrei una maglia con il collo a volpino. (Non era lupetto?...)
- Vorrei una pomata per l 'Irpef. (Herpes è difficile...)
- Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale.)
- E' andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui...)
- A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O
disidratata? Alla faccia della diarrea!)
- Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (...)
- La mia auto ha la marmitta paralitica. (...e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?)
- Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)
- Sono momentaneamente in stand-bike. (L'attesa in bicicletta...)
- Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica.
(Aiuto...)
- Mi sono fatta il Leasing al viso. (...pensavo un mutuo...)
è vergognoso, è vergognoso, è vergognoso...
Ma ve l'ho mai detto che tra le mie tante passioni c'è il Basket?
e ve l'ho mai detto che dopo averlo giocato (secoli fa), e dopo averlo arbitrato (anni fa), oggi lo pratico in abiti borghesi da dirigente?
Beh se non ve l'ho mai detto, lo faccio oggi.
Quest'anno è andata molto bene. Abbiamo raggiunto le semifinali regionali con il gruppo dei ragazzi della serie D, e con i più piccoli, i ragazzi del Minibasket, dopo aver vinto il campionato provinciale (imbattuti), ci siamo ben comportati alle finali regionali in quel di Casalnuovo, paese alle porte di Napoli.
Per l'occasione, pubblico qualche scatto inviatomi poco fa Dino(facilmente riconoscibile nella terza foto per il suo fisico da coach...ahahahah...notasi come i bambini della prima fila abbiano seguito alla lettera i consigli sulla dieta da seguire impostagli dal proprio allenatore...ahahah).



No è che ehmmm...sarei tornato.
.........tutto qua.
Scopro stasera attraverso la Refresh list che qualcuno si è passato in rassegna tutto il mio blog. Ed allora un po come si fa quando si aprono i vecchi album di vecchie foto, l' ho fatto anche io, mi sono riletto qualche post di un po di tempo fa. E devo ammettere che un po mi dispiace constatare di quanto sia cambiato il mio approccio a questa finestra del mio mondo virtuale. Nascoste tra le righe di post leggeri, prima, sovente, si riuscivano a trovare tracce di ME, provavo a raccontarmi, a volte capitava di raccontarmi anche senza volerlo. Capitava di scrivere di me, delle mie giornate, dei miei momenti no, ed anche di quelli si, sempre con buon umore, che quello a dire il vero non mi è mancato quasi mai, musica diversa che cambiava spesso faceva da sottofondo alle mie parole, e tante belle persone venivano a scambiare quattro chiacchiere in allegria. Oggi invece, oggi invece questo blog assomiglia ad uno scatolone aperto, di quelli messi in soffitta tra le tante cose non si usano più o che si usano raramente. Uno scatolone nel quale ogni tanto butto dentro qualcosa, qualcosa giusto per riempirlo, qualcosa di importante alcune volte, altre molte altre qualcosa di inutile che potrei tranquillamente buttare via. Un post pseudo/politico, qualche filmatino più o meno simpatico, qualche aforisma ricevuto da e-mail e come carillion sempre la stessa musica. Stasera sono salito in soffitta, mi sono seduto sulla vecchia sedia del vecchio arredamento, e mi sono messo a rileggere le lettere trovate in quel vecchio scatolone. Non lo nascondo, un po di nostalgia mi è venuta, tanto che mi sono messo a scrivere questo post. Probabile che non lo legga nessuno, ma a dispetto di un po di tempo fa, la cosa non mi dispiace poi tanto. No non sto dicendo che non sono più vanitoso, è che questo post non ho bisogno di metterlo in vetrina, è un momento mio, che può tranquillamente rimanere invisibile agli altri.
Poso tutto ,è tardi, e domani mi aspetta una giornata pesante a lavoro...notte Diarione
“Non usatelo, Dio non vuole”. Dio? Quanto vale quel dio e quanto valgono le parole di papa Ratzinger contro l’uso dei preservativi? Mille morti? Diecimila? E quanti futuri ammalati nel mattatoio Africa, un milione? Dieci milioni?
Ma in quale orribile Dio crede questo papa tedesco? Un Dio capace di barattare l’uso di un sacchetto di plastica (il terribile “preservativo”) con la sofferenza di donne, uomini, bambini disidratati dal male, uccisi lentamente, notte dopo notte, mese dopo mese, nei tuguri e nei cronicari, tra la polvere dei villaggi?
Il solo dio capace di tanta vanitosa crudeltà è l’uomo. Peggio ancora se bianco. E ricco. E padrone delle vite altrui. E servilmente servito, nutrito, riscaldato. E talmente tormentato dall’ossessione sessuale, di maschio padrone dei mostri notturni, da attribuirla alla propria proiezione celeste, come se da quella siderale distanza, un qualunque dio si chinasse a controllare, oltre ai sentimenti di uomini e donne, anche le tecniche dell’amore, le posizioni, le intenzioni, frugando tra le lenzuola fino all’ultima verifica, al confine tra i sommersi e i salvati: il lattice del preservativo.
E’ lo stesso dio dis/umano che permette la fame, la guerra, la malattia. L’infelicità dei nati storpi. Le multiple ignoranze e crudeltà che consentono di lapidare una donna, riabilitare un tale Williamson, il vescovo che se ne frega dell’Olocausto, e poi naturalmente di fulminare gli omosessuali, sterminare i miscredenti, bruciare, imprigionare, distruggere. Ma che trova sempre il tempo - tra le fiamme del mondo, quando viene sera - di scendere tra noi, controllare quel pezzetto di plastica (“guai a voi”), sfilarlo, e poi godersi le conseguenze, declinate in milioni di pianti e vite.
(Pino Corrias)